nella tana di gabrielle filteau-chiba

Ci sono momenti nella Vita, in cui vorresti scomparire, lasciare perdere ogni traccia di te, vagare ed andare oltre.

Questo "oltre", è iniziare una nuova esistenza, cambiando casa, lasciando alle spalle un lavoro sicuro, degli affetti, per ritrovare un po' di felicità, per tornare, nuovamente, a sentirci vivi e pieni di sogni.

Anouk, è una giovane donna di Montréal, che lascia tutto per andare a vivere come un'eremita, in una piccola capanna, nei pressi del fiume Kamouraska, nel Quebec.

Un posto meraviglioso, in un bosco di abeti rossi, in una radura rigogliosa e selvaggia.

Qui, inizierà a trovare le sue radici, inizierà a scrivere, a vivere secondo le sue leggi, senza che nessuno le debba dire "cosa fare e non fare".

Pericoli ce ne sono; i coyote che la scrutano in maniera guardinga, la neve che non smette di scendere, il freddo che le annebbia la mente, l'acqua ghiacciata e la legna, che deve procurarsi, costantemente.

Giorni che passano lentamente, silenzi che irrompono nello spazio della sua tana, allucinazioni e visioni, fino a che, uno sconosciuto bussa alla sua porta.

Un uomo che come lei, sceglie la libertà di espressione e il desiderio di cambiare il mondo.

 

Un libro che incarna l'ideale di un ritorno verso il "femminismo rurale", come lo definisce l'autrice.

Assolutamente consigliato per menti libere e selvagge.

 

"Nella mia vita precedente possedevo un impianto stereo e una televisione con un abbonamento a un centinaio di canali. Eppure facevo zapping di continuo, senza trovare nulla che facesse per me, senza alcun piacere. Ho barattato i miei apparecchi con tutti i libri che non avevo avuto il tempo di leggere, e ho scambiato il mio lavoro a tempo pieno con una sfilza di pagine bianche che, una volta riempite delle mie miserie in una scrittura illeggibile, nell'arco di un inverno, sarebbero potute diventare un modo per guadagnarmi da vivere. Avrei realizzato il mio sogno di sempre: vivere della mia scrittura nel cuore dei boschi."