quel che affidiamo al vento di laura imai messina

In Giappone, c'è un posto che si chiama la Montagna della Balena, in cui c'è un immenso giardino chiamato Bell Gardia.

In mezzo è installata una cabina, al cui interno ospita un telefono non collegato, che trasporta le voci nel vento. Da tutto il Giappone, ogni anno, ci son persone che s'incamminano per andare a parlare con i propri defunti.

Questo telefono è stato messo dal proprietario del giardino in ricordo delle persone che sono state spazzate via dallo tsunami.

Yui, una radiocronista, sentendone parlare alla radio, decide di andarlo a vedere, perché anche lei come altri, nello tsunami ha perso la madre e la figlia. Qui fa conoscenza con varie persone, alle quali sono venute a mancare dei parenti, tra cui Takeshi, un medico che vive a Tokyo e ha una bimba di quattro anni, muta dal giorno in cui è morta la madre.

Per Yui, inizierà un periodo di grande smarrimento, ma anche di ripresa. Un lungo viaggio verso la rinascita.

 

Sicuramente, un libro che mette in discussione vari argomenti, non sempre facili da sostenere. L'ho letto, pensavo di non farcela, ma sono riuscita e qualcosa nel cuore è rimasto.